
Nella regione di Atakora vive il popolo dei Taneka, gruppo di minoranze etniche che abita in piccoli villaggi costruiti nella aree più remote tra i monti del Benin nord-occidentale. Questa posizione geografica è stata scelta dalle precedenti generazioni, soprattutto per nascondersi e difendersi durante l'epoca della tratta degli schiavi. Il popolo Taneka vive di agricoltura ed allevamento, ed abita in villaggi con le costruzioni in argilla, generalmente in case dalla pianta rotonda con il tetto di paglia.
Ai bambini dei villaggi Taneka basta davvero poco per giocare: è sufficiente un vecchio cerchione deformato da far rotolare per terra.
I Taneka non discendono da una singola etnia, ma sono un gruppo costituito da molteplici minoranze etniche che si sono rifugiate tra queste montagne durante la tratta degli schiavi e che vivono tutte insieme in perfetta pace ed armonia. Ogni minoranza etnica ha introdotto le sue tradizioni, ad esempio la scarnificazione del volto è diversa per ogni etnia, la quale può essere facilmente identificata in base al disegno inciso sulla pelle.
Come in una sorta di "pubblicità-progresso", un manifesto scritto in Francese spiega che in questo villaggio Taneka, l'infibulazione è una pratica proibita perché "vergognosa ed umiliante", e perché "tutti hanno il diritto di mantenere l'integrità fisica del proprio corpo".
I Taneka vivono in case rotonde di argilla con un tetto conico di paglia che termina in una giara capovolta. Alcune case sembrano disabitate in quanto, come sta avvenendo in molti altri villaggi remoti dell'Africa Occidentale, le persone tendono a trasferirsi in luoghi dove le condizioni di vita sono migliori e dove è più facile coltivare la terra. Fuori da qualche casa ci sono grandi fasci di paglia, pronti per sostituire quella ormai usurata del tetto, mentre altre piccole costruzioni coniche fanno da granaio. Le cucine sono invece all'aperto e di tanto in tanto si vede qualche fuoco acceso sotto un grosso calderone.
Quando si vive in luoghi remoti e non si ha rapido accesso alle comodità, bisogna arrangiarsi, così i semi prodotti da questa pianta di ricino vengono utilizzati come una sorta di carburante biologico in quanto durante la combustione producono molto calore. L'olio dei semi, sebbene tossico, ha anche proprietà medicinali e può essere utilizzato come lubrificante per parti meccaniche.
Un distillatore artigianale, semplice ma perfettamente funzionante. Il liquido da distillare viene messo in un calderone sotto al quale viene acceso un fuoco a legna: i vapori vengono convogliati in una sorta di serpentina raffreddata per immersione in una bacinella di acqua, mentre la bottiglia sulla sinistra raccoglie il distillato.
Una pianta medicinale utilizzata come disinfettante e come antidoto per il morso di alcuni serpenti.
Allontanandosi dal villaggio Taneka, si attraversano campi di yam, grosso tubero molto importante per l'alimentazione in questi luoghi remoti e dal clima non sempre facile per l'agricoltura.
La manioca invece produce un tubero più piccolo dello yam e la pianta è facilmente riconoscibile in quanto si tratta di un basso arbusto, invece che di un rampicante dal fusto esile.
Lungo le strade del Benin settentrionale non è raro trovare famiglie che producono grissini di arachidi. I semi di arachidi vengono pestati in un grosso mortaio, fino ad ottenere una pasta decisamente oleosa che viene poi modellata in grissino. Quest'ultimi vengono fritti in olio di palma, confezionati e venduti in strada dai venditori ambulanti.° ° °
° ° °
Informazioni e consigli di viaggio Ghana, Togo e Benin
Contatti | Chi siamo | Informativa privacy
Questo sito e' protetto da copyright, si prega di contattare gli autori prima di riutilizzare il materiale in esso presente. Tutte le fotografie sono degli autori, salvo dove espressamente indicato.