Dassa-Zoume: l'altare vudu, le maschere Egun e la Collina dei Principi
9 dicembre 2017
I dintorni di Dassa-Zoume, nel Benin centro-meridionale, sono il luogo ideale per approfondire la conoscenza dei riti voodoo e della religione basata su animismo e culto degli antenati. Le maschere Egun apparse per caso lungo una autostrada sono state un piacevole "bonus" inatteso.
In Benin, non lontano da Dassa, l'altare della divinità
Dankoli è uno dei più frequentati dagli adepti del vudu che arrivano fin qua, anche da molto lontano, per chiedere favori alle divinità, tornandoci successivamente per ringraziare se le preghiere sono state ascoltate e se le richieste fatte sono state esaudite. Agli occhi di un occidentale, questo
tempio voodoo appare come una sorta di altare dove sono ammucchiate ossa, piume, teschi ed altre parti di ogni genere di animale sacrificato durante i riti, il tutto accompagnato da un odore che non lascia alcun dubbio sulla provenienza dei residui ammassati ed appesi ovunque.
A Dassa visitiamo la
Collina dei Principi, una altura con grandi monoliti dove vengono svolti i funerali dei defunti appartenenti alla famiglia reale e riti vudu.
La Collina dei Principi offre un panorama sulla città di
Dassa-Zoume, tra grandi baobab e megaliti con curiose conche che un tempo venivano utilizzate per raccogliere acqua piovana.
Nascosti tra i grandi massi, antichi granai venivano utilizzati anche come nascondiglio durante le rappresaglie per prelevare persone da portare al mercato degli schiavi.
In cima alla Collina dei Principi, la piazza accoglie le persone durante i
funerali dei re.
Una
pietra sacrificale coperta di sangue dove, durante la cerimonia funebre, viene sacrificato un animale, normalmente una capra.
Un
tempio voodoo sulla Collina dei Principi, con la divinità in primo piano (la struttura di paglia intrecciata), le colonne di legno intagliato ed i resti degli animali sacrificati.
Un altro
altare sacro dove vengono svolti riti propiziatori e dove viene offerta birra alla divinità, versandola nel piccolo foro sul pavimento visibile in primo piano.
L'escursione a Dassa prosegue visitando il
cavallo di legno (originale) che fu donato dai portoghesi al re
Otetan Adjikin Zomhoun all'inizio dello scorso secolo, il quale si lamentava che i suoi cavalli (veri) si ammalavano e morivano, chiedendone quindi uno che non avesse gli stessi problemi di quelli in carne ed ossa. Alcune foto storiche mostrano il re che si spostava a bordo del cavallo di legno con le ruote, ora custodito in questo piccolo museo.
A Dassa-Zoume passa la ferrovia che collega Cotonou, capitale del Benin, a Parakou con l'intenzione di prolungare la linea fino a Niamey in Niger. La ferrovia è utilizzata prevalentemente dai treni merci.
Poco fuori Dassa-Zoume, percorrendo l'autostrada per Bohicon, si trova una serie di bancarelle che vendono
farina di manioca (la sostanza bianca nei sacchetti di plastica), oltre ad olio e semi confezionati dentro bottiglie di plastica riciclate. Ogni bancarella ha un cartello con il nome ed il telefono del gestore, in modo che l'automobilista può riconoscere velocemente quello di sua fiducia per fermarsi nel punto giusto.
Che cosa ci fa questa specie di clown davanti ad un gommista sull'autostrada? Lo scopriremo presto...
L'Africa è il continente del "tutto può succedere" e può quindi accadere che mentre si percorre tranquillamente un'autostrada, ci si imbatte improvvisamente in queste
maschere Egun.
Le maschere Egun rappresentano gli spiriti di persone morte, che sono tornati sulla Terra per risolvere i problemi della comunità. Tuttavia, le maschere Egun sono anche temute dalle persone perché si crede che un eventuale contatto con loro possa provocare la morte, timore aggravato dal fatto che esse si muovono tra lo spazio circostante in modo imprevedibile e che hanno un comportamento aggressivo.
Una
maschera Egun non lascia trasparire nulla della persona che indossa il costume (e dopotutto si tratta di uno spirito, non di una persona... o no?), presenta colori molto vivaci ed è decorata con gli oggetti più strani e più improbabili. Periodicamente in Benin si svolge un festival dedicato alle maschere Egun, un vero spettacolo di colori.
Una maschera
Egun in Benin, vista da tutte le varie angolazioni.
Altre maschere Egun, tra strane forme, in un incredibile tripudio di colori.
Questa autostrada del Benin si trova non lontano dal confine con la Nigeria, dove la benzina costa decisamente meno. Viene quindi tollerata una sorta di contrabbando, con la benzina che viene acquistata a prezzo molto basso in Nigeria, prima di essere rivenduta in Benin a tariffe ancora molto convenienti (più o meno a 0,68 Euro al litro) utilizzando come contenitori bottiglie riciclate e damigiane.
° ° °
° ° °
Indietro - Altri Viaggi
Informazioni e consigli di viaggio Ghana, Togo e Benin
Contatti | Chi siamo | Informativa privacy
Questo sito e' protetto da copyright, si prega di contattare gli autori prima di riutilizzare il materiale in esso presente. Tutte le fotografie sono degli autori, salvo dove espressamente indicato.