
Al mercato di Bagan ci sono numerose bancarelle che vendono tronchetti di alcuni alberi, come ad esempio il Murraya (arbusto appartenente alla famiglia delle Rutacee) ed il limone, la cui segatura viene applicata sul viso e sulle braccia allo scopo di rinfrescare e profumare la pelle. Il nome di questa vera e propria crema di bellezza è Thanaka ed in Myanmar ne fanno uso pressochè quotidiano quasi tutte le donne ed occasionalmente anche gli uomini.
L'oggetto assemblato viene "verniciato" con la resina impermeabile mista ad alcune ceneri (foto in alto a sinistra), fatto asciugare per diverso tempo in camere ad umidità controllata, prima di ripetere il processo per ben 7 volte. L'ultimo strato di lacca può contenere un pigmento colorato, mentre un successivo meticoloso lavoro di incisione permette di decorare il manufattocome desiderato. Nella foto in alto a destra, il processo completo per la produzione di un bicchiere, partendo dalla base in bambù, fino ad ottenere il prodotto finale passando per le varie fasi di laccatura (tutto il processo, incluso il tempo per l'asciugatura tra una laccatura e la successiva, dura fino a 6-8 mesi).
Gli oggetti prodotti con la tecnica del Panyun possono essere anche molto grandi e complessi, fino a richiedere molti mesi di lavoro. Una cassettiera come quella della foto a destra, può arrivare a costare anche 2000 dollari.
Il tour a Bagan prosegue visitando la splendida pagoda di Shwezigon, che sorge in realtà a Nyaung U e conosciuta per essere quasi interamente laminata in oro.
Oltre allo stupa centrale, il complesso del tempio buddista di Shwezigon, contiene svariati edifici e piccoli templi, con l'immagine del Buddha, dove i fedeli si recano per pregare.
Ancora altre immagini di Shwezigon Paya a Bagan, con il suo grande stupa centrale (foto in alto a destra) e gli edifici che lo circondano.
Bagan è conosciuta soprattutto per ospitare, nel raggio di un'ampia valle, circa 4000 templi costruiti tra il IX ed il XIII secolo d.C, dei quali 2200 ancora in ottimo stato di conservazione. Un cartello avvisa i visitatori, soprattutto i turisti, di vestire in modo rispettoso ("No Spaghetti Blouse") e di non indossare scarpe o calzini quando si cammina dentro o sopra il tempio. A tal proposito, durante un tour a Bagan (come nelle altre città del Myanmar) si consiglia di portare un paio di infradito, così da rendere agevole e veloce la rimozione delle calzature prima della visita di un qualunque luogo di culto.
Molti templi di Bagan sono accessibili al pubblico ed è permesso salire sulle terrazze superiori dei templi stessi, attraverso ripide scalinate da percorrere sempre rigorosamente a piedi scalzi (per questo motivo è meglio evitare le visite nelle ore più calde della giornata, a meno che non sia nuvoloso, altrimenti il pavimento potrebbe risultare a dir poco rovente).
I templi che possono essere visitati durante un tour a Bagan sono numerosi, ma avendo a disposizione solo un giorno, mi concentro su quelli più conosciuti. Questo nella foto è il tempio di Htilominlo, alto 46 metri e risalente al XIII secolo d.C.
Foto di Bagan. Il tour a Bagan prosegue "perdendosi" tra le stradine che conducono verso i templi sparsi nella valle. Alcuni templi sono inclinati a causa di un terremoto di magnitudo 6.5 avvenuto nel 1975.
Visito quindi il tempio di Anada, caratterizzato da una architettura molto particolare e piuttosto unica tra i templi di Bagan. Il tempio di Anada ha una pianta a croce, mentre le cupole superiori sono laminate in oro.
Foto del tempio di Anada a Bagan scattate con un fisheye, che mostrano un'ampia visuale tra i corridoi e le mura.
I corridoi del tempio di Anada conducono a quattro statue di Buddha disposte secondo i punti cardinali. Questa nella foto è la statua del Buddha di Gautama orientata verso est.
Foto Bagan. Al tramonto salgo su un tempio sufficientemente alto per godermi una splendida vista della valle dei templi sotto la calda luce crepuscolare.
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