
Mandalay, nel cuore del Myanmar, offre la possibilità di fare diverse escursioni in giornata per visitare le numerose attrazioni nei dintorni della città, così, utilizzando una passerella con un corrimano non proprio a norme ISO (foto a sinistra), mi imbarco su un battello diretto a Mingun, villaggio che sorge sulla sponda opposta del fiume Irrawaddi.
Foto fiume Irrawaddi. Con i suoi 2170 chilometri di lunghezza, il fiume Irrawaddi è il più grande del Myanmar e costituisce una importante via di comunicazione. La navigazione tra Mandalay e Mingun dura circa 45 minuti e poco prima dell'arrivo, ciò che da lontano sembra soltanto una collina dai ripidi fianchi, si rileva invece come una enorme costruzione diroccata. Si tratta infatti del tempio di Pahtodawgyi, opera mai completata e pesantemente danneggiata da un terremoto avvenuto nel 1839.
Le rovine di una delle due enormi statue di leone davanti al tempio di Pahtodawgyi, quasi completamente distrutte da un terremoto.
Il tour a Mingun prosegue visitando la pagoda di Hsinbyume, conosciuta anche come pagoda di Myatheindan.
Rientrato a Mandalay in tarda mattinata, visito il palazzo reale (Mandalay Palace), protetto da una imponente fortificazione.
Il complesso del Palazzo Reale di Mandalay risale alla metà del IXX secolo ed era la residenza dei re Mindon e Thibaw durante il periodo della monarchia brimana. Tutta la struttura ricorda un po' la Città Proibita di Pechino, anche se le dimensioni e la grandiosità non sono paragonabili.
Le stanze interne nel complesso del Palazzo Reale a Mandalay, con le decorazioni costituite da vetri e specchi.
Nel palazzo reale è presente anche un piccolo museo dove è raccolta una copia degli oggetti posseduti dai reali.
L'escursione a Mandalay prosegue visitando il pittoresco ponte U Bein Bridge, che con la sua lunghezza di 1,2 chilometri, attraversa le acque del lago Taungthaman, collegando alla città alcuni villaggi in periferia. Il ponte è stato costruito durante la metà del IXX secolo ed è conosciuto come il più vecchio e più lungo ponte in legno di teak al mondo (molti dei piloni laterali sono ancora originali).
Mandalay è una città dagli antichi mestieri, dove gran parte della produzione viene fatta ancora a mano in piccole aziende a conduzione familiare. In queste foto, la tessitura della seta.
Mandalay e la Birmania in generale, sono luoghi conosciuti per l'arte di intarsiare il legno. Numerose sono le aziende che producono oggetti in legno, come souvenir da vendere ai turisti o manufatti da esportare nel mondo.
Una tecnica molto diffusa in Myanmar è il ricamo con le perle. Opere d'arte come quelle in queste foto, possono richiedere 2-3 settimane di lavoro e possono arrivare a costare sui 200 dollari.
Le lamine d'oro, una volta prodotte, vengono applicate su una robusta carta di bambù particolarmente liscia e resistente, che preserva l'integrità delle lamine d'oro e che permette a quest'ultime di restare separate quando impilate. Le lamine d'oro vengono successivamente vendute ad esempio agli artisti, che le utilizzeranno per decorare le opere prodotte (foto a destra).
In altri casi, le lamine d'oro vengono vendute ai templi ed acquistate dai fedeli, i quali provvederanno durante le preghiere, ad attaccarle a statue o mura del tempio stesso (la foglia di carta di bambù ha la stessa funzione dello sticker di un adesivo e facilita l'applicazione della lamina d'oro sull'oggetto prescelto).
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