Escursioni sul lago Inle tra templi, pagode e vita semplice dei pescatori
12 ottobre 2014
Il lago Inle in Birmania è la base ideale per varie escursioni in giornata verso le numerose attrazioni presenti nei dintorni e sul lago stesso. Il tour in programma per oggi prevede la visita al villaggio di Indein con la sua omonima pagoda di Shwe Indein, prima di osservare i pescatori del lago Inle al lavoro. Di strada verso l'aeroporto di Heho, dove mi attende un volo per continuare il viaggio in Myanmar verso la prossima destinazione, visito il monastero di Shwe Yan Pyay, caratterizzato da una architettura originale e da un santuario che presenta centinaia di piccole statue di Buddha conservate in altrettante nicchie.
A poco più di mezz'ora di navigazione dal cuore del lago Inle, percorrendo un fiume che sfocia nel lago stesso, si raggiunge
il remoto villaggio di Indein, interessante per immergersi nella vita dei locali e per la presenza della stupenda pagoda di Shwe Indein.
Foto Indein in Myanmar. Il villaggio di Indein sorge lungo le sponde di uno dei fiumi che alimenta il lago Inle e la vita si svolge in modo semplice, tra un bel paesaggio dalla rigogliosa vegetazione.
Gli abitanti del villaggio di Indein sono impegnati del fare il bagnetto ai bambini, nel lavare i panni e nel pescare con grosse reti di colore blu.
La pagoda di Shwe Indein, alla periferia del villaggio omonimo di Indein, consiste in un complesso di centinaia di antichi stupa (stutture sacre che contengono reliquie inerenti la religione Buddista) costruiti a partire dall'VIII secolo d.C., anche se attualmente i più antichi pare siano risalenti a non prima del XIV secolo.
Si presume che il tempio di Shwe Indein
ospiti oltre 1600 stupa, tuttavia una stima esatta non può essere fatta, in quanto di molti stupa non restano che le fondamenta, mentre altri sono stati inghiottiti dalla vegetazione. Il luogo è ricco di fascino e di mistero, mentre il tutto è immerso in un pittoresco contesto paesaggistico.
Gli stupa della pagoda di Shwe Indein: alcuni sono stati ristrutturati, mentre altri sono talmente diroccati, da non presentare più il tipico "ombrello" sommitale.
Foto Shwe Indein. Le facciate degli stupa sono finemente decorate da altorilievi e sculture in pietra.
Alcuni stupa sono stati già restaurati, mentre altri sono in fase di recupero. Sebbene sia importante preservare il patrimonio storico, ho trovato quest'opera di restauro un po' troppo "invadente", con stupa che sono stati
completamente intonacati e verniciati in oro (forse sarebbe meglio effettuare il restauro impiegando i materiali originali, senza interferire nello stile e nell'aspetto)
Questo tempio diroccato, parzialmente coperto dalla vegetazione, presenta una bella
statua di Buddha accessibile attraverso uno stretto cunicolo dove sono presenti frammenti di
affreschi originali.
Come in una sorta di Angkor in Cambogia, molte strutture sono state
ricoperte dalla vegetazione, che si sta lentamente impossessando di tutto.
Gli alberi crescono sulla sommità degli stupa, con le radici che avvolgono le strutture. Su qualche parete troviamo addirittura grosse piante di Agave.
Statua di un elefantino davanti l'ingresso di uno stupa.

Ogni stupa, come tale, contiene al suo interno una qualche
reliquia che rappresenta la religione Buddista: in molti casi di tratta di statue di Buddha, molte delle quali diroccate. Altri stupa presentano pareti finemente affrescate.
Rientrato sul lago, osservo
i pescatori di Inle al lavoro. La pesca è una delle attività più importanti degli abitanti del lago Inle e la tecnica della pesca con la rete richiede un vero e proprio lavoro di squadra , dove ciascun pescatore aiuta a stendere e raccogliere la rete dalla propria canoa.
I pescatori fanno gli equilibristi dalla punta della loro canoa, per sistemare e raccogliere le reti.
Se il lavoro di squadra necessario per gestire le reti sembra essere troppo complesso, questa sorta di retino gigante può essere invece manipolato da un solo pescatore.
Il principale mezzo di trasporto sul lago Inle:
la canoa a motore.
Lasciandomi il lago Inle alle spalle, diretto verso l'aeroporto di Heho, visito il
monastero di Shwe Yan Pyay, attrazione in genere non presente nei pacchetti turistici proposti dalle agenzie, ma molto bello ed interessante. Nella foto a sinistra, la struttura principale realizzata completamente in legno di teak, che presenta finestre ovali piuttosto originali in Myanmar. Nella foto a destra, le abitazioni dei monaci e gli altri edifici che compongono il complesso del monastero.
Il monastero di Nyaung Shwe risale agli inizi del IX secolo, presenta
strutture di legno finemente intarsiate e laminate in oro, belle statue ed elaborati ornamenti.
I gatti nei
monasteri buddisti del Myanmar sono sempre benvenuti.
I lampadari nel monastero di Nyaung Shwe, non lontano dal lago Inle.
Adiacente al monastero, è presente un santuario (poco) conosciuto per ospitare
centinaia di statue di Buddha all'interno di altrettante nicchie ricavate lungo le pareti dei corridoi.
Le statue di Buddha sono state donate dai pellegrini
provenienti da tutti gli angoli della Birmania, così come da numerosi fedeli di ogni parte del mondo. Sotto alcune nicchie è presente una targhetta che indica il nome del donatore.
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