
Con la sua popolazione di oltre un milione di abitanti, Jodhpur è la seconda città del Rajasthan ed è più o meno equidistante dalle altre città normalmente incluse nel viaggi in India del nord, come Jaisalmer, Bikaner, Udaipur e Jaipur (circa 5 o 6 ore in auto). Se non state viaggiando in India con auto ed autista, si può arrivare a Jodhpur con voli giornalieri da Delhi, Mumbai e qualche altra maggiore città, alternativamente è possibile utilizzare il treno o l'autobus, anche se potrebbero essere necessari svariati cambi con tempi di percorrenza lunghi.
Jodhpur è conosciuta anche come la città blu, per le sue case del centro storico dipinte con questo colore, anche se tale tradizione sta andando lentamente scomparendo. La città fu fondata nel XV secolo, quando iniziò anche la costruzione del maestoso Forte di Mehrangarh, favorita dalla posizione geografica lungo le principali rotte commerciali verso l'ovest e verso il sud. Jodhpur divenne anche un importante centro culturale ed artistico ed è il luogo migliore per ammirare le intriganti pitture in miniatura Rajput. Attualmente la città vive ancora di commercio, al quale si è aggiunto un crescente turismo sia locale, sia internazionale.
Le principali attrazioni a Jodhpur sono:
Per visitare Jodhpur occorre almeno un giorno intero, pertanto, considerando i normali tempi di percorrenza dalle altre città del Rajasthan incluse negli itinerari turistici, è bene prevedere due pernottamenti. Le varie attrazioni sono piuttosto distanti tra loro (eccetto la fortezza ed il mausoleo Jaswant Thada), per spostarsi si può utilizzare il tuk tuk oppure il taxi.
Il periodo migliore per andare a Jodhpur va da novembre a marzo, come per il resto dell'India del nord.
Ma adesso vediamo un po' di foto di Jodhpur scattate durante il nostro viaggio in Rajasthan.
Il forte di Mehrangarh domina la città di Jodhpur dalla piatta cima di un rilievo roccioso alto 122 metri. Le mura alte fino a 40 metri e le costruzioni della fortezza, sembrano il naturale prolungamento della parete rocciosa oltre la quale la struttura sorge.
Al Mehrangarh Fort si accede con una ripida strada lastricata che attraversa sette imponenti porte e che offre vertiginose viste sulle imponenti mura e sui palazzi della fortezza.
Se non ve la sentite di affrontare la salita a piedi verso la fortezza di Mehrangarh, è disponibile un servizio con ascensore non lontano dal parcheggio esterno e poco dopo la biglietteria (ma nelle ore di punta la fila può essere un po' lunga).
Eventualmente la strada attraverso i portali la si può percorrere in discesa quando si esce dal forte, al termine della visita. Sta comunque di fatto che almeno in una delle due direzioni, vale assolutamente la pena percorrere questa strada di accesso, per il bel panorama sulle mura e sui palazzi più esterni che fanno girare la testa per la loro imponenza e per l'altezza.
Raggiunta la fortezza di Jodhpur, si aprono belle viste panoramiche sulla città, chiamata anche la città blu, per il colore delle case nel centro storico (sebbene la tradizione di usare il blu stia andando lentamente scomparendo).
Una volta entrati nel Mehrangarh Fort, ci si trova nel cortile di un bel palazzo in marmo ed arenaria rossa, che ospita il Mehrangarh museum ed il trono di marmo del maharajah Sangar Kochi.
Sulla facciata del palazzo che ospita il museo di Mehrangarh, non si può fare a meno di notare le splendide finestre a filigrana interamente realizzate in pietra arenaria rossa scolpita e forata. La fitta trama permetteva alle donne di corte di vedere cosa succedeva fuori, ma di non essere viste, restando sempre riparate da sguardi indiscreti.
Tra i vari reperti che si possono ammirare nel museo Mehrangarh a Jodhpur, i più impressionanti sono le pitture in miniatura Rajput risalenti ai secoli passati, che costituiscono vere e proprie fotografie sugli eventi storici più importanti. Le miniature Rajput sono talmente dettagliate, che per osservare tutti i particolari occorre utilizzare una lente. Impressionanti anche le ottime condizioni nelle quali si trovano dipinti risalenti fino al XVII secolo. La realizzazione di questi capolavori richiede una grande maestria, una precisione chirurgica e mesi di paziente lavoro.
La pittura in miniatura Rajput viene tutt'ora realizzata impiegando pennelli fatti di pelo di coda di scoiattolo, mentre i colori si ricavano prevalentemente da minerali facilmente reperibili nella regione. Per il colore dorato, si utilizzano autentiche lamine di oro che aggiungono all'opera lucentezza e brillantezza.
Il Palazzo degli Specchi, o Sheesh Mahal, mostra un mix di affreschi e bassorilievi decorati con pietre preziose, che si riflettono nei numerosi specchi sulle pareti e sul soffitto.
Una delle sale più interessanti della fortezza di Mehrangarh, è il Palazzo dei Fiori (Phool Mahal), così chiamato perché le pareti ed il soffitto sono pieni di fiori raffigurati su affreschi e bassorilievi filigranati in oro puro (si stima che siano stati impiegati diversi chili di oro per decorare tutta la sala). La funzione di questa sala era di offrire un luogo privato, esclusivo e sfarzoso alla famiglia reale. Fu costruita dal maharajah Abhaya Singh tra il 1724 ed il 1749.
Ancora una foto dello spettacolare Palazzo dei Fiori e delle sue decorazioni floreali realizzate con lamine di oro puro.
Molto interessante anche la sala Takhat (Takhat Vilas) costruita dal maharajah Takhat Singh nel XIX secolo, l'ultimo reale al potere a Jodhpur che ha utilizzato il Forte di Mehrangarh come residenza. Molto interessante il pavimento che sembra coperto da un tappeto, ma in realtà è pittura su legno.
Spostandosi fra i vari palazzi della fortezza, si possono spesso ammirare panorami su Jodhpur che si intravedono fra i possenti bastioni.
L'interno del Palazzo della Perla è altrettanto intrigante. Ma come mai è stato chiamato Palazzo della Perla, se nelle decorazioni non c'è traccia di questo elemento?
La risposta è semplice: nelle numerose nicchie lungo le pareti venivano accese delle candele, la cui fiamma si rifletteva ovunque sugli specchi sotto al soffitto, facendo brillare tutto come si ci fossero vere e proprie perle.
Altra attrazione da non perdere durante un tour a Jodhpur, è il magnifico mausoleo di Jaswant Thada che sorge su una altura non lontano dal Forte di Mehrangarh. Realizzato interamente in marmo bianco, la struttura fu voluta dal maharajah Jaswant Singh II per commemorare il padre, ma poi è diventato un cimitero per tutta la famiglia reale.
Il giardino che circonda il mausoleo di Jaswant Thada contiene infatti numerose cappelle con le ceneri dei vari componenti della famiglia reale.
Il tour a Jodhpur continua presso il centro storico della città, dove spicca la famosa Piazza dell'Orologio costruita tra il XIX ed il XX secolo, dal maharajah Sardar Singh in stile inglese (gli ultimi maharajah erano piuttosto affascinati dall'architettura occidentale e dalle novità).
Da Piazza dell'Orologio si diramano stradine e vicoletti che ospitano il Sardar Bazar, un mercato all'aria aperta dove si vende di tutto e dove abbondano le bancarelle di spezie tipiche della cucina indiana.
Dal centro della città si può sempre notare il forte di Jodhpur che domina l'orizzonte con la sua imponenza.
Il palazzo di Umaid (Umaid Bhavan) risale allo scorso secolo ed è un mix di architettura in vari stili in quanto il maharajah Umaid Singh che ne ha voluto la costruzione, era attratto dalla modernità del design occidentale. La struttura, in arenaria rossa, ospita un hotel di lusso ed un museo con numerosi reperti appartenuti alla famiglia reale.
Ma la vera attrazione ai giardini di Mandore sono questi tempietti, resti dell'antica capitale del clan dei Rathor e cenotafi dei maharajah che continuarono ad erigere qua i monumenti funebri. Come architettura, i templi di Mandore ricordano la struttura dei templi indù, sono realizzati in arenaria rossa e presentano elaborate cupole riccamente scolpite.° ° °
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